L’approccio orientale ai trattamenti fisici non è mai disgiunto dalla considerazione degli aspetti psichici e spirituali. Ogni valutazione concernente la salute è, in Oriente, ricondotta all’equilibrio di mente e corpo; la sfera filosofica e la sfera religiosa non sono semplice corollario alla medicina ma fanno parte dell’unicum inscindibile dei saperi, rivolti al benessere della persona umana.
In nostro approccio occidentale, più pragmatico, rende difficile l’adozione coerente di questi concetti, frutto di una cultura millenaria tutt’oggi ancora profondamente radicata tra gli orientali di ogni ceto e professione, per adattarli alla cura della nostra persona. Questo però non ci deve negare la possibilità di trarre nell’esperienza pratica i benefici che una tecnica attenta e misurata ha sul nostro benessere psicofisico.
In effetti, non è necessario approfondire ne’ condividere le filosofie orientali per praticare e beneficiare del massaggio e dell’ayurveda, la cui efficacia pratica è riscontrabile ogni giorno.
Il massaggio, in particolare quello elaborato dalla medicina tradizionale orientale, anziché aggiungere elementi estranei al nostro organismo o intervenire dall’esterno per curare cause interne, tende a provocarne la reazione e l’autoguarigione attraverso il ripristino dell’equilibrio originario.
Termini come, digitopressione cinese e ayurveda sono ormai entrati le lessico quotidiano delle prassi per il benessere psicofisico sempre più diffusamente accettate anche nel nostro Paese; non è una conquista di noi praticanti, quanto piuttosto l’effetto di una ampiamente diffusa aspirazione collettiva ad un vivere più sano, libero e consapevole che, anche in questo, si manifesta e trova un suo modesto momento di concretizzazione.

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La tradizione orientale

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