Anna Ranalli Massoterapista in Padova

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Home Il massaggio ben eseguito

Quando un massaggio è ben eseguito?

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Alcuni, solitamente coloro che hanno poca esperienza con massaggiatori professionisti, ritengono che un trattamento ben eseguito sia svolto solo con manipolazione profonda molto energica e ritengono benefica la reazione dolorosa che questo genere di trattamento in genere provoca. Nulla di più sbagliato e pericoloso, tuttavia vi è un sentire ancora diffuso che l’efficacia del massaggio sia proporzionale alla sofferenza che questo provoca in chi lo subisce.

Ogni massoterapeuta esperto sa che l’efficacia del massaggio non è legata alla quantità di forza fisica che si imprime sul paziente ma alla qualità tecnica che si usa, diversa a seconda del quadro clinico definito dal medico. E’ noto che una manipolazione inadeguata e la conseguente violenta reazione dolorosa che si manifesta ad alcune ore dalla seduta di massaggio rallenta l’ottenimento del risultato atteso compromettendo per diverso tempo l’esito positivo e, a volte, può provocare anche danni significativi al paziente. Ho visto persone, manipolate da pseudo massaggiatrici, ricoperte di lividi dopo una seduta di massaggio! Una moderata reazione dolorosa è possibile ed in alcuni casi fisiologica a seguito dei primi trattamenti (una o due sedute) ma non dovrebbe essere mai eccessiva e deve tendere a scomparire con il prosiego della terapia. Mai assolutamente si devono provocare lividi.

Le moderne tecniche di massaggio, così come tutte le antiche tecniche orientali, sono tecniche dolci, per niente violente e, se eseguite da persone esperte, provocano reazioni controllate funzionali allo scopo.
Una seduta di massaggio efficace non deve provocare eccessi di reazione dolorosa, tantomeno ecchimosi o ematomi, al contrario, un buon massoterapeuta usa tecniche che non infiammano articolazioni e muscolatura, cerca il rilassamento delle parti contratte, affronta la zona dolente con progressione lenta, è attento alla fragilità dei capillari e rispetta il sistema circolatorio, dosando la sua azione sullo stato obiettivo e sulla sensibilità soggettiva del paziente.

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